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Paesaggio

di Maggioni Piero

3.000,00EUR

Paesaggio
olio su compensato

60x80

anni '80

autenticato

archiviazione MR 007 II IL 26/10/2004








Piero Maggioni nasce a Monticello il 18 dicembre 1931. Rimasto orfano, è accolto presso l’istituto don Guanella di Como, dove nel 1933, è filmato dal regista Michelangelo Antonioni mentre disegna sulla sabbia di fronte al lago. Negli anni che vanno dal 1946 al 1966, studia dapprima disegno alla Scuola di Disegno del Castello Sforzesco di Milano, poi inizia ad interessarsi al mondo in frenetica rivolta del Gruppo di Corrente, in seguito, ad Albisola, oltre che alla pittura, Maggioni si dedica alla lavorazione dell’argilla, della creta, del legno. Nella casa di Stella di Gameragna, si danno convegno altri artisti, come Lam, Reggiani, Crippa, Fontana, Fabbri, Melotti, Sassu, Rossello. Nel 1964 è a Parigi, dove Lam gli presenta Picasso, incontro che lo segnerà profondamente. Conosce poi Manzù, Carrà, Comisso e De Pisis. Tra il 1966 e 1970, vince il Premio Modigliani a Napoli, a Como il Premio Giuseppe Solenghi, partecipa a Trento al Premio Segantini, a Nizza è premiato al Gran Prix di New York. Nel periodo 1970 – 1975, sue opere vengono accolte presso la Kunsthalle di Basilea, il Kunsthaus di Zurigo, il Schweizerisches Alpines Museum di Berna, un suo dipinto è inventariato presso il Museo d’Arte Moderna di Cà Pesaro a Venezia. Espone presso l’Istituto Italiano di cultura a Lisbona, quindi presso le Gallerie d'Arte Moderna di Rio de Janeiro, Damasco eBruxelles. E’ il periodo dei Lirici. Nel 1975 inizia il periodo “primitivo” della sua pittura. Tra il 1980 e 1985 esce allo scoperto con la sua produzione sacra che ottiene larghi consensi di critica. Continua intanto la sua stretta amicizia con Ennio Morlotti dal quale eredita il cammino alla morte del Maestro nel 1992. Muore a Viganò, dopo una lunga malattia, il 20 gennaio 1995. Di Piero Maggioni ricordiamo soprattutto: le Brianze, i Lirici, i Primitivi, il ciclo Manzoniano, le Microstorie Ciclistiche, i bronzi del suo “Bestiario Incantato” e d’ispirazione sacra o dedicati alla figura. Il pittore Maggioni attraversa varie fasi: da quella di una figurazione vicina ai modi di alcuni artisti facenti parte del movimento di Corrente, ad un paesaggismo emotivamente trasfigurato. Questo naturalismo ha poi una fase cromaticamente espressionista nella rievocazione di aspetti del paesaggio della Brianza, con visioni di grande e sintetica bravura. Alla metà degli anni ’80 ha una fase di figurazione storicizzante sul tema del Manzoni e dei “Promessi Sposi”, in cui il suo temperamento teatralmente plastico sviluppa personaggi con graffianti esiti melodrammatici. La sua ricerca, negli anni 1970 – 1975, ha sviluppato una serie di opere a livello di grafismi e graffiti, al limite dell’astratto, particolarmente apprezzati dal critico Giovanni Marchiori, per il gusto dell’arcano e del primitivo, mediante un segno grafico dalla libertà destrutturante di tipo “picassiano”. Altro avvicinamento all’astratto e al simbolico, è stata l’ultima fase della pittura di Maggioni: le microstorie ciclistiche, in cui l’artista, ormai minato dalla malattia, rievoca momenti della sua gioventù con figurette quasi umoristiche e un colore dai timbri accesi e forti.  

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