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SENZA TITOLO

di Balsamo Vincenzo

1.000,00EUR

SENZA TITOLO
LITOGRAFIA 50x70- Balsamo si identifica sempre più con la sintesi, volgendo lo sguardo verso l'astrazione stessa, quasi geometrica. Ritornano a comporre quegli sfondi colorati che avevamo lasciato con i suoi paesaggi degli anni '60, ora, senza alcun accenno di figurazione e divisi, ognuno da un segno nero che diventa il filo della memoria

Vincenzo Balsamo nasce a Brindisi il 27 giugno 1935.
Secondogenito di sette figli, nel 1946 perde il padre in un incidente di lavoro.
In seguito a tale evento le condizioni della famiglia divengono ben presto precarie e Vincenzo costretto a interrompere gli studi.
Trova impiego presso la bottega di un pittore e decoratore: Pietro Acquaviva. Acquisisce e sviluppa rapidamente una buona capacit compositiva e con essa anche i primi rudimenti dell'arte del ritocco.
Questa fondamentale esperienza artigiana, basata su una costante applicazione e una attenta cura dei dettagli, indurr l'artista negli anni seguenti a procedere naturalmente verso quei soggetti, come i paesaggi e le nature morte, che meglio si prestano alla sua formazione.
Nel tempo libero copia cartoline, dipinge fiori, case, vedute di campagna.


Tuttavia la situazione familiare non cambia e Vincenzo decide di trasferirsi a Roma, presso una zia (1949).
Nel 1954, per migliorare le tecniche del disegno, si iscrive alla scuola d'Arte di via San Giacomo, che frequenter per tre anni consecutivi.
Nel 1957 il Circolo Cittadino della sua citt natale gli dedica la prima mostra pubblica.
Fra il 1957 e il 1959 conosce i maestri della Scuola Romana e si stabilisce in un piccolo atelier di via Margutta.
Nel 1961 espone in personale a Roma e nello stesso anno impegnato come scenografo presso gli studi cinematografici di Cinecitt dove cura, fra gli altri, l'allestimento della Cleopatra.

Nell'estate del 1962 si reca per un breve soggiorno a Sant'Andra di Sorbello, vicino Cortona. In questo periodo i suoi paesaggi tosco-umbri si fanno profondi e intensi, tecnicamente pi articolati e complessi.


a Zurigo nel 1965 e nel 1966, esponendo alla galleria "Brdeke".
Avr cos modo di visitare il Kunstmuseum di Zurigo e quello di Basilea, che destano in lui grande impressione. Viaggia spesso. A Saint Paul de Verdet e Csar, a Parigi incontra Hartung, facendosi un'idea chiara della condizione dell'arte moderna europea.
Cos, a partire dalla met degli anni sessanta la visione complessiva delle sue opere tende a scomporsi progressivamente. Le figure si frammentano e i piani si intersecano smembrando le prospettive. Dapprima si notano accenni, tentativi graduali che solo dieci anni pi tardi saranno prossimi ad esaurire e consumare interamente la griglia unitaria di base.


Intorno al 1975 il doppio processo di astrazione e di concrezione delle forme compiuto. L'artista si aperto la strada a nuove contaminazioni tonali e materiche.
Fra il 1976 e il 1977 esegue il ciclo delle Decomposizioni.
Compaiono tecniche miste, collages; ma determinante l'uso degli oli a combustione, che squagliano e deformano il tessuto nonch gli oggetti assemblati.
Degli anni 1978-79 sono invece le Evocazioni, una serie di tele e carte di grande formato lavorate con l'aerografo nelle quali cerchi, quadrangoli, filamenti sembrano affondare e riemergere dal cromatismo acceso delle superfici.


Ma questa strenua quanto incostante ricerca era anche, evidentemente, un segnale di crisi e di stanchezza. Le esposizioni sono rare ed di questi anni il pensiero, oggi confessato senza reticenze, di abbandonare l'attivit. Eppure, proprio in un momento cos difficile e travagliato, l'artista torna a dipingere, recuperando in pieno le proprie tradizioni.
Nel 1980 si trasferisce a Velletri e sposta il suo studio romano in via Laurina, a due passi da piazza del Popolo.


1981-1985. Gran parte dei seguenti cinque anni li passa davanti al cavalletto.
In questa dimensione, che gli istintivamente pi congeniale, l'artista sembra aver trovato finalmente un linguaggio personale e coerente con le sperimentazioni precedenti, tale da consentirgli ora libero accesso ad una creativit pi spontanea e fantastica.
L'agio di un rapporto stretto e diretto con la tela, difficile per alcuni, per lui come un campo da coltivare quotidianamente, uno spazio ideale per la crescita di un interiore desiderio di evasione e di leggerezza.

1986-1988. I suoi quadri tornano a girare nelle gallerie italiane e ad essere apprezzati da critici e collezionisti. Il segno si fatto estremamente pi ricercato ed i toni quasi lirici.
1989. l'anno del rilancio definitivo. Prima a Roma, presentato nella galleria "MR" di Massimo Riposati da Vito Apuleo, poi rivolto all'intenzione internazionale nelle fiere di Bologna, Amburgo, Nizza.


1990. Grande retrospettiva degli ultimi dieci anni di lavoro a Venezia, nel Centro d'Arte "Sant'Apollonia".


1990-1992. Le esposizioni personali e collettive si moltiplicano.


1993. Si stabilisce a Parigi.


1994. Due capitoli importanti della sua carriera artistica nella capitale francese: in personale sia alla galleria "Lansberg" in rue de Seine, sia a Dcouvertes, in Porte de Versailles.
1995-1996. Conserva lo studio a Parigi trasferendosi a Verona, dove attualmente vive e lavora




Mercato : Nazionale
Prezzo di Riferimento (50x70): da 5000 a 10000 Euro secondo i periodi

Le autentiche per questo autore vengono rilasciate
dall'autore stesso. Per informazioni visitare il sito dell'artista alla sezione "archivio"


Archivio Generale Vincenzo Balsamo
                Via Cantore 13 - 37121 VERONA - Italia
  Tel. 0039 0458010437 
      Fax 0039 0458046032


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